Servizio Pubblico del 09/02/2012 tra crisi finanziaria, posto fisso e complotti

Non ha deluso le attese la puntata del 09/0/2012 di Servizio Pubblico. Il talk show multipiattaforma di Michele Santoro si è mosso dalla crisi finanziaria alle solite beghe politiche con dei moderatori d’eccezione quale Paolo Mieli ed Enrico Mentana. Inevitabilmente al centro dell’attenzione per il suo passato politico l’ospite della serata: l’ex ministro dell’Economia e delle Finanza Giulio Tremonti.
La puntata si apre con la consueta introduzione di Michele Santoro, questa volta dalle tematiche più variegate. Anche il giornalista nutre parecchia curiosità sui contenuti dell’intervento di Adriano Celentano a Sanremo. Così concentrato su questo evento Tv al punto di sospendere la programmazione di Servizio Pubblico la prossima settimana, Santoro si chiede se il Molleggiato parlerà mai del governo Monti, di cui in effetti è difficile occuparsi. E a tal proposito, archiviato l’invito al brivido da Servizio Pubblico al premier propone di intervenire in trasmissione al sottosegretario Michel Martone scontento dell’editoriale di Marco Travaglio dedicato alla sua carriera:
Lui che è così giovane, così sbarazzino, così senza peli sulla lingua, perché non viene qui in trasmissione?
E il dibattito vero e proprio comincia naturalmente da Giulio Tremonti, che ne approfitta per presentare il suo libro incentrato naturalmente sulla crisi. Come un vero e proprio osservatore esterno – in contraddizione al cruciale ruolo politico rivestito fino a poco tempo fa – l’ex ministro spiega la crisi in cui saremmo piombati per colpa di un fascismo finanziario:
Mai nella storia c’è stata questa realtà che vediamo. Ma è una realtà che potrebbe essere contrastata. Dopo tanti anni di sonno la mia impressione è che la politica stia tornando.
E dopo un servizio di Sandro Ruotolo su un presunto complotto per uccidere il papa dalla redazione de Il Fatto quotidiano, arriva l’atteso editoriale di Marco Travaglio. Il giornalista non risparmia niente e nessuno: dall’inadeguatezza della giunta Alemanno ad affrontare la neve a Roma fino ai passi falsi di Giulio Tremonti passando naturalmente per gli ’scheletri nell’armadio’ dei tecnici fustigatori del posto fisso:
Le conclusioni sulla cosiddetta uscita di sicurezza dalla crisi restano molteplici. Per esempio, secondo Tremonti si ridurrebbe ad una serie di accorgimenti:
Ritorno della politica, sistema che metta lo Stato protagonista ma lasciando libero il mercato con opportune regole.
A chiudere senza soluzioni di sorta ma con la consueta ironia le vignette di Vauro:
ven 10/02/2012 da Paola Zagami

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