Luca e Paolo al Festival di Sanremo 2012: ‘Fa che torni quel pelato’

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Festival di Sanremo 2012, foto di Luca e Paolo sul palco dell'Ariston

Il Festival di Sanremo 2012 parte esattamente come era finito quello del 2011, con Luca e Paolo che si esibiscono in canzoni parodia e monologhi critico-satirici. Il duo comico cerca di ironizzare sull’attuale situazione del nostro Paese, su come tutto sia cambiato in questi ultimi 365 giorni ma come, in fondo, siamo sempre nella stessa pessima situazione.

Se l’inno dello scorso festival era stato Ti sputtanerò, quest’anno le note usate per fare satira musicale sono quelle di Uomini Soli dei Pooh. Luca e Paolo ne hanno per tutti, per il nuovo governo Monti e per l’esiliata Serena Dandini, per la cacciata di Minzolini e l’insostenibile assenza della Carfagna, per il famigerato articolo 18 e l’agognato posto fisso. Il tutto si traduce in un’invocazione al ritorno di colui che rendeva la satira possibile, l’unico e inimitabile Silvio Berlusconi. Ora, con questo governo, i partiti avversari inciuciano e i comici fanno la fame.

Ci vedi in televisione
con la faccia mogia mogia
facciamo battute più tristi di un dossier sulla cambogia
sperduti senza più vittime vere
vanno a puttane le nostre carriere
ci manca tanto il cavaliere

si strugge sul suo divano tutta sola la dandini
ritorna in tv la guzzanti
si ma hanno tolto minzolini

Senza più la Carfagna al ministero
adesso c’è sto legno la Fornero

dimmi dove andrà la mia comicità
se manca proprio lui
che ha trombato più di noi
con mario monti no
non si posson fare lazzi
ne chiambretti nè luttazzi
per la satira son cazzi
ma dimmi se si può fare i comici così
con il pdl che sta inciuciato col pd

non ci sono più i cattivi
le battute su schettini
hanno già rotti il belino

i comini sono alla frutta
senza scajola nè borghezio
emrgency raccoglie i fondi
per littizzetto e fazio
non c’è uno straccio di intercezione
le escort sono in cassa integrazione
ho visto nanni moretti sulla vespa a ponte milvio

e vauro per uscire un po’ dal coro
ha fatto una vignetta su santoro
l’han fucilato a freddo contro il muro

ma che fine farà la mia comicità
se si è dimesso lui
chi mi censurerà

potrei forse fare il botto
se dicessi che ci ha rotto
questo articolo 18
ma lo dico con rispetto

lo sai che non si può far battute sui tassisti, statali e operai
ma se tocchi la camusso come comico sei fesso
perchè perdi il posto fisso

signore del creato te lo chiedo inginocchiato
fai tornare quel… pelato

Chiusa la parentesi musicale, parte il monologo, che segue sempre la stessa linea. Luca e Paolo osservano come tutto sia cambiato nel giro di un anno: nuovo governo, nuovi ministri, nuove tasse.

‘Persino un nuovo festival. No, forse quello è sempre uguale.’

Il duo comico porta coraggiosamente sul palco dell’Ariston la spinosa questione del canone Rai, che tanto fa discutere. In effetti ancora non si capisce bene perché dobbiamo pagarlo questo benedetto canone, soprattutto considerando che che ne riceviamo in cambio.

- ‘Il canone va pagato, serve per finanziare il servizio pubblico.’
- ‘Cos’è, una tassa sui cessi?’

- ‘Ma no, senza il canone non potremmo vedere Vespa, Giletti…’
- ‘E per vedere questi devo pagare 112 euro?!’

Il monologo prosegue, saltando dall’Iva al 21 percento alle sconosciute fatture, riuscendo a infilarci nel mezzo anche un promozionale e pseudo-involontario riferimento a Scherzi a Parte.

La parte finale del monologo però è tutta per lui, Adriano Celentano, a cui i due comici dedicano una rivisitazione di Va’ pensiero:

‘Va pensiero su le ali dorate
per dorarle ci han fatto una gar
e la villa quel silvio ha segrate
che ha volato per bven 15 anni
gli indignati hanno vinto e ci salutan
or c’è monti non c’è berlusconi
c’ha lasciato alle ali un cerino
che possiam darci fuoco ai coglioni.’

Luca e Paolo ironizzano sulla tanto chiacchierata partecipazione a Sanremo del ‘Noleggiato’, come lo definiscono loro, ‘che è talmente caro da poter essere preso solo in affitto’. I due imitano i marchi di fabbrica del cantante: l’inconfondibile camminata e i lunghi silenzi. Al termine di una pausa di circa due minuti, la coppia trascina sul palco una lavagna, dove Luca traccia il seguente messaggio: ‘Caro Adriano avevi ragione la foca ha rovinato il paese’.

Esce la lavagna ed entra Gianni Morandi, che saluta il pubblico e suoi ex compagni di avventura. Qualche scambio di battute della vecchia squadra e il padrone di casa saluta i due, senza nemmeno lanciare uno ‘Stiamo uniti’. Dopo un anno, è ancora tutto come l’anno scorso e dopo un anno, Morandi non ha ancora imparato chi è Luca e chi è Paolo.

mar 14/02/2012 da Valentina Proietti

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